Il meshuggah dello shtetl

Fantasia...
Dov'è finita la lacrima che lascia tracce indelebili su fogli troppo sottili da riuscire a resistere a così tanta follia? Rube le forme e i sentimenti, riassestandoli con mano sapiente. Distruggo i colori e ne invento di nuovi, lassù, nel cielo infinito delle possibilità.
Fantasia...
Pazzia che vola su ali di farfalla e si posa inconcludente sul mio stanco viso. Mi solletica incurante del cinico dolore. Il vento sussurra parole ormai morte, appartenenti ad un passato che si fa presente e fluttua di ricordi e passioni.
Fantasia...
Il cielo si muove ruzzola lesto tra le lenzuola e mi circonda di spazio infinito.
Afferro... Che cosa afferro? Il tutto, o forse il niente... Ogni oggetto si muove... l'angelo simmetrico sorride da dietro la porta. "Ti incontro di nuovo nel delirio dell'esistenza...", bisbiglia guardandomi immobile e a braccia incrociate.
Il tempo scompare, e lo spazio con lui. Fisso ogni attimo con devastante rassegnazione.
L'acqua evapora e scompare.
Di nuovo silenzio.
Fuori e dentro di me.