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giovedì, 11 gennaio 2007

Berti riflessa
sullo specchio di un'acqua
piccola
e nel bicchiere, riflessa
ieri uguale a ieri uguale a ieri
 
crescono le barbe
s'invecchiano i capelli
 
la forza che ci attira
è solo gravità decentrata
degenerata
demineralizzata
 
vivere e soffrire senza lividi
cicatrici, delicatamente
demineralizzate
 
sono solo una giovane molecola
e tu il riflesso in uno specchio
di un bicchiere
postato da: kimala66 alle ore 14:14 | link | commenti
categorie: alcoholic vision
domenica, 30 aprile 2006

E tutti questi omini da dove sbucano? Non so, ma ora, inevitabilmente, li devo uccidere. Tutti, uno dopo l'altro. Lentamente.

E poi andare. Finalmente verso la meta. Ma cammino, poi corro, e quando mi parte un embolo mi fermo. Mi guardo attorno, e sono nello stesso punto in cui ero prima. Uccido altri omini, rubo loro i mezzi per spostarmi, e con estrema difficoltà arrivo. Tutti mi guardano quando passo. E tutti muoiono. Li odio, nella loro inquietante uguaglianza.

Dove vado? Sono sempre imprigionata, volente o nolente, a questo automatismo. A questo inevitabile, incorruttibile, ritmo circadiano.

Non ricordo nulla. Mi muovo come un robot telecomandato. Ma va bene così.

Finchè riesco a sopravvivere.

postato da: Shlimazl alle ore 10:08 | link | commenti (4)
categorie: alcoholic vision
sabato, 08 aprile 2006

Ecco. Possibile che debba sempre andar a finire così? A ritrovarvi alle tre e mezza del mattino fuori dall'autogrill di... di? (neanche voi sapete dove!) a mangiar taralli piccanti e a bere Ceres doppio malto? (Che tanto a voi la birra non è mai piaciuta). Un freddo allucinante ma non vi scomponete.
Non vi sentite stanchi? No, è la voglia di essere a tenervi svegli. Coi pensieri (e coi timpani) siete ancora là, sotto quella cassa da 800 watt che vi violenta (e violenta i vostri meati acustici). Sentite il vostro corpo investito da tutte quelle onde sonore, tremate e sorridete: è una sensazione bellissima. E' come se in ogni momento vi si lacerassero le pleure e il vostro pericardio esplodesse.
Comunque, sorridete: siete davanti all'autogrill e sentite quell'odore nell'aria. Sì, odore di... festa dell'Unità! Quell'odore che tanto conoscete e tanto amate: che rievoca affumicati ricordi in un'altrettanto affumicata mente...
Ma siete qua, dicevamo. Davanti all'ingresso dell'autogrill, con le porte scorrevoli che continuano ad aprirsi e chiudersi. Non sarete mica voi la causa di quell'incessante movimento di porte, vero?? Vi guardate attorno, senza accennare a spostarvi (vi costerebbe troppa fatica). Sorridete, alzate gli occhi e scoprite che anche la Luna si è divertita a nascondervi il suo volto stanotte. Fa un freddo cane...
Ripartite, è già tardi e il concerto è finito da ore ormai. Lasciate che sia l'automobile a scaricarvi sotto casa, come merce di contrabbando. Ah, sì! Avete anche una casa. Bene. Cercate almeno di camminare dritti: la Vedetta vi scruta spietatamente. Quanta strada dovete percorrere per accedere alla reggia?? Sospirate.
Le chiavi. Ci risiamo: la prima porta da aprire! Ogni volta un'impresa inserire la chiave giusta nella toppa. Dopo mille tentativi, scoprite che la pesante porta di ferro è già aperta. Complimenti! Entrate, prego.
Una distesa immensa di cemento da attraversare. Certo, se almeno provaste ad andar dritti... Siete un disastro (come sempre!). L'immobilità dei vostri pensieri compensa l'ipermobilità del vostro corpo ora. Sempre la stessa scena. Possibile che continuiate a schiacciare quel tasto? Sempre il 'replay'... Non riuscite proprio almeno una volta a premere semplicemente 'play' e cambiare scena? O meglio, 'forward'? Appoggiatevi al muro, che è meglio: dove stavate andando? Uhm... a casa, suggeriscono i registi... A casa? Sì, a casa.
Dovete ancora aprire tre porte. E le scale chi le fa?? No, non scherziamo.. non potete farle in queste condizioni... Oddio... Aggrappatevi alla ringhiera, dai. E trascinate il vostro pesante testone su per qualche piano. Già. Ma quanti piani esattamente? Non che sia importante: un letto vale l'altro, poi per dormire solo poche ore...
Eccovi arrivati. NO! Fermi. Voi non abitate qui. Oppure ci dev'essere un errore. Qualcuno deve essersi divertito a cambiare serratura. Son scherzi da fare questi? Non ridete, dai. Siate seri...
Qualcuno ha sbagliato di sicuro: e quel qualcuno siete voi. Non è il piano giusto... Dei fenomeni, lasciatevelo dire!
Non sapete nemmeno voi come nè dopo quanto tempo, ma raggiungete una superficie morbida e abbastanza ampia per stendervi. Ma... non pare essere un letto! Pazienza, togliete le scarpe almeno o no? NO?? No. OK, tenetevele!
Un'ultima occhiata a quello che dice il cellulare. Nessun messaggio, nessuna chiamata. Il display bianco dice soltanto: "Rock & Roll". Che simpatico.
Vi lanciate esausti nel vuoto che separa voi e il divano. Cosa diceva il display? Rock & Roll. Sì, e poi? 4:50 AM. Ottimo. Mentre piombate sul divano non capite cosa vi succede. La realtà è che state già dormendo in volo prima che la vostra faccia tocchi il ruvido cuscino di nylon.
Un suonino confuso quanto fastidioso stuzzica i vostri timpani in cui risuonano ancora note distortissime. La sveglia. Ore 6:15 AM. Di già?!? Fantastico. Avete davanti a voi 8 ore di lavoro e 3 di viaggio.
Buona giornata!
postato da: Hellrider3 alle ore 17:33 | link | commenti (1)
categorie: alcoholic vision

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